4 Marzo 2021

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di: Lavoriamoxmilanoconsala

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Categorie: Blog

Lavoro e active ageing: una scelta per sostenere i giovani

Nell’immaginario collettivo, Milano e lavoro sono sinonimi.

Il lavoro è sì impegno, fatica ma anche restituire dignità ai cittadini, favorirne il miglioramento, rendere possibile una migliore qualità della vita a tutto tondo e muovere/rimettere in moto l’ascensore sociale.

Noi di lavoriamoxmilanoconsala questo abbiamo in mente. Rimettere al centro il lavoro per dare un nuovo sprint alla nostra città e una nuova energia ai nostri cittadini. Milano è un polo di attrazione per chi cerca lavoro e per chi ce l’ha già ma vuole migliorare la sua posizione professionale. E’ innegabile che la situazione occupazione presenti ombre, soprattutto in questa fase di economia in sofferenza per il Covid. I dati che ISTAT ci fornisce periodicamente non inducono all’ottimismo: la disoccupazione giovanile sfiora ormai il 30 per cento, il che significa che sono tantissimi i giovani che non riescono a trovare una loro autonomia lavorativa, con il nostro Paese che fa registrare una delle peggiori performance a livello europeo. A ciò vanno sommati altre decine di migliaia  di giovani, che ormai sfiduciati, delusi o anche purtroppo allettati dall’assistenzialismo di Stato , si sono arresi, ingrossando le fila dei cosiddetti NEET – Neither in Employment or in Education or  Training, persone  non impegnate nello studio, ne’ nel lavoro ne’ nella formazione. 

Il lavoro però non è solo attività ma anche l’esperienza che si è cumula nell’esercizio della propria professione.  Una vera propria miniera di sapere e know how che sarebbe importante mettere al servizio della città.

A Milano, di cui si sottolinea la cospicua presenza di popolazione anziana, è doveroso sì guardare ai servizi per la Terza età ma anche volgere lo sguardo alle migliaia di lavoratori in quiescenza, che portano con sé un formidabile bagaglio di competenze,  esperienze e conoscenza accumulate nel corso di decenni di lavoro, una preziosa eredità che rischia di disperdersi alla fine della loro attività professionale, di non trovare un adeguato utilizzo. Addirittura di sparire. Centinaia di imprenditori, liberi professionisti, commercianti, artigiani che non hanno la possibilità di trasmettere le loro abilità, capacità e, perché no ?, anche il loro mercato alle nuove generazioni.

Milano è da sempre la città della solidarietà, dell’aiuto reciproco ed i suoi cittadini sono sempre più consapevoli del ruolo da protagonista che la loro città  gioca quotidianamente dal punto di vista etico e civico .

Milan col coeur in man, come dice un vecchio ma profondamente veritiero detto meneghino, Milano generosa e altruista, come ha avuto occasione di ricordare anche Papa Francesco nel 2017  e come tante quotidiane esperienze di solidarietà diffusa confermano.

E allora perché non coinvolgere i pensionati in un progetto concreto di “passaggio generazionale” per mettere gratuitamente a disposizione delle nuove generazioni il loro prezioso bagaglio di esperienza ?

Perché non rendere effettivo il cosiddetto active ageing, quell’invecchiamento attivo, tanto raccomandato  anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non solo tende al mantenimento delle capacità fisiche, intellettive, lavorative e sociali dei meno giovani ma presuppone che gli stessi si presentino, prima ancora che come portatori di bisogni, come  valide risorse  che possono continuare ad offrire il proprio contributo  alla società e, nel caso più specifico, ad una categoria, quella dei giovani in cerca di lavoro.

L’idea quindi è quella di uno sportello comunale che, in collaborazione con le associazioni di categoria ed il mondo dell’istruzione, possa mettere in contatto le parti e dia la possibilità ai giovani disoccupati o inattivi di ricevere dai pensionati idee, spunti e consigli per “fare impresa”, per poter imparare quei “ trucchi” di mestieri spesso in via di estinzione accumulati negli anni.

Uno sportello che possa promuovere ed organizzare incontri nelle scuole superiori e magari anche nelle università, offrendo quella visione “pratica e concreta” dell’attività professionale che non si può apprendere dai libri.

Uno sportello che possa favorire e sostenere attività di “tutoraggio personalizzato“
con pensionati che offrono le loro skills per avviare e sostenere l’ entrata nel mondo del lavoro o la crescita professionale di giovani .

Il tutto con un duplice, favorevole effetto: da una parte favorire i lavoratori in pensione nel mantenimento di un ruolo attivo e propositivo nella vita della comunità, dall’altra favorire, accompagnare e sostenere l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani studenti, disoccupati o inattivi nel mondo del lavoro.