6 Febbraio 2021

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di: Lavoriamoxmilanoconsala

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Tags: città intelligente

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Categorie: Blog

La città intelligente

La storia dell’uomo, dal giorno in cui ha trasformato una scheggia di selce in tecnica, è una costante ricerca di «controllo» sulla natura.
 
Le organizzazioni sociali si sono formate e trasformate per rendere il «controllo» dell’uomo sulla natura, con la tecnica e le tecnologie a cui essa può fare ricorso, il più efficace possibile.


Oggi viviamo una crisi sanitaria pandemica, contemporanea ad una crisi economica e all’interno di una crisi climatica. Tutto questo ci riporta al momento in cui abbiamo afferrato la selce per affrontare l’incertezza e la paura che ci schiacciavano. Forse oggi però per poter affrontare l’ignoto potrebbe essere necessario accettare che le «mirabili sorti e progressive» dell’umanità non sono nel «controllo» ma nell’accettazione dell’incerto e del limite.

Si delinea un cambio di paradigma che mette la «collaborazione» al centro di qualunque forma e visione trasformativa. Il “centro” resta l’essere umano, ma la visione antropocentrica apre alla possibilità di adattare il cambiamento alla necessità di «collaborare», immaginando nuovi scenari sociali e, inevitabilmente, anche economici. Bisognerà ripensare il mondo e le organizzazioni pensando alle piante, collaborando nella competizione, con sistemi di intelligenza e organizzazione distribuiti e non gerarchici, come già alcune tecnologie sono organizzate.
«Non credo che i centri cittadini di metropoli come New York, Londra o Milano resteranno a lungo vuoti, ma bisognerà fare uno sforzo per evitare una fuga, come quella avvenuta negli anni Settanta.» – Edward Glaeser
 
Dopo tutte le grandi epidemie della storia le città sono tornate a «vivere», migliorando le condizioni di base e le infrastrutture. Nel mondo futuro – post-Covid – le infrastrutture più importanti saranno i nuovi modelli collaborativi e tutte le tecnologie digitali che li supporteranno.

La città «intelligente» deve essere in grado di offrire ai suoi abitanti un’esperienza di vita di qualità e per farlo occorrerà spingersi ancora di più su modalità innovative e di eccellenza nel progettarla e nell’offrirla. Esiste un potenziale incommensurabile nella connessione tra individui e territori che si espande oltre la dimensione della città in senso stretto.
 
Salute – Educazione – Mobilità ed Energia sono i pilastri attorno ai quali dovranno concentrarsi le grandi sfide pubbliche e al tempo stesso le grandi opportunità per costruire una connessione tra soggetti diversi in grado di mettere il potenziale della tecnologia al servizio dell’esperienza non solo umana ma sistemica.

Il benessere dell’individuo non è massimizzato dal benessere del singolo ma dalla capacità di generare benefici condivisi, integrando progressivamente attori diversi dell’ecosistema.

La tecnologia digitale diventa uno dei fattori fondamentali di abilitazione ma deve accompagnarsi ad un radicale ripensamento della modalità con cui i servizi sono progettati e fruiti sul territorio.

di Elena Aniello
BASE ITALIA