7 Aprile 2021

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di: Lavoriamoxmilanoconsala

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Categorie: Blog

Il rilancio della periferia milanese

Finestra sul mondo, Milano è l’avanguardia del nostro Paese. Rappresenta un esempio e un modello in ambito economico, artistico e culturale che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi, e non solo… è stata in grado, grazie anche ad un’amministrazione attenta e puntuale, di restare al passo con i tempi e con la tecnologia, fino a rappresentare un modello di sviluppo urbano. 

Milano è anche altro: al centro storico, ben fornito di tutti i servizi e ricco di eventi e luoghi d’interesse, si contrappongono i quartieri di periferia, che invece soffrono la mancanza di servizi di base e vedono un netto calo della qualità della vita. La periferia milanese, infatti, non è abitata solo da persone che vivono in condizioni economiche precarie. Universitari e lavoratori, cercando nelle zone più defilate un buon compromesso tra costo della vita e servizi, spesso decidono di rinunciare alla comodità dei servizi essenziali, a fronte di un netto risparmio sul costo della vita e sull’affitto.

È in questo contesto che l’idea di città policentrica trova terreno fertile. Milano deve essere l’esempio di questo processo: invertendo la recente tendenza di spopolamento del capoluogo, offrendo nuove opportunità alle zone più trascurate e creando dei nuovi centri che rendano attrattive anche le periferie. 

Oltre a fornire i servizi in un lasso di tempo che convenzionalmente si identifica in “15 minuti”, Milano deve anche ripensare la mobilità, un processo già avviato durante il primo periodo di Pandemia con la costruzione di piste ciclabili nel centro. Poiché l’evoluzione della città può avvenire solamente in un’ottica green, Milano deve conciliare questa mobilità sostenibile con una rete capillare sul territorio, per non lasciare isolato nessun quartiere e per garantire a tutti, anche a chi si trova fuori dalle zone centrali, di poter vivere appieno e in sicurezza la città. È necessario portare lo splendore della madonnina anche in quei quartieri periferici e densamente popolati, ricucendo così lo strappo tra le due realtà e ritrovando un senso di comunità più profondo.

Quando si dice che “Milano ha tutto” non si va molto lontani dalla realtà, ma bisogna portare questo “tutto” ovunque, senza limitarsi alle zone più centrali. Milano deve essere una città dove è possibile avere un livello di vita medio-alto a prescindere da dove ci si trovi, garantendo un ambiente competitivo in tutta l’area metropolitana e un’elevata mobilità sociale che inviti a mettere le proprie radici. 

La Milano che vorrei è una città in continua evoluzione, equa e pronta a dare a chiunque la possibilità di un futuro migliore. Una Milano che, oltre agli eventi internazionali e i palazzi storici del centro, sappia essere la casa di tutti coloro, italiani e stranieri, che si riversano nella città per realizzare un sogno ed ambire ad una vita migliore. Milano deve essere un porto per i giovani e foriera di innovazione e benessere, ben oltre il contesto socioeconomico. Solo così potrà essere una città ancora più attrattiva a livello internazionale e non solo, divenendo un modello da replicare per rispondere ai nuovi bisogni che la Pandemia ci impone. 

Martina Manzoni