19 Giugno 2021

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di: Lavoriamoxmilanoconsala

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Categorie: Blog

Blu, fucsia, arancione il simbolo riformista che punta all’8%

A richiamare le anime che la compongono e persino lo stesso campo di riferimento ci sono i colori: il blu di Azione, l’arancione dei civici, il fucsia di Italia Viva e dei movimenti liberali europei. Ma soprattutto c’è il nome. Perché a unire i Riformisti che correranno insieme appoggiando Beppe Sala è soprattutto una parola: lavoro.
Nel simbolo che celebra la nascita di quello che definiscono un “cantiere” o un “laboratorio” nazionale è usata con più accezioni. come la volontà di portare idee e progetti comuni per Milano certo. Come platea a cui rivolgersi, dal popolo delle partite iva al centro produttivo, dalle start up fino ai tanti che un’occupazione ce l’avevano, magari nell’industria degli eventi e dei servizi, ma che col Covid si sono fermati. Quello che è accaduto alla stessa città. La ricca Milano che correva e che, dicono, per rialzarsi dovrà ripartire dal lavoro. è di questo che vogliono parlare e farsi carico. Dopo mesi di discussioni e riunioni, dopo un appello con più di mille firmatari a riconoscersi come una stessa famiglia – “è stata la spinta propulsiva  decisiva per un progetto di rilancio che nasce dal basso”, dice la capogruppo a Palazzo Marino di Alleanza Civica Laura Specchio- e un convegno al Parenti, i Riformisti hanno chiuso definitivamente con la scelta del simbolo che qui mostriamo l’accordo per la lista unica, la settima che correrà con Sala. Tutti insieme. Dai tre principali partiti dell’area centrista o socialdemocratica , Azione, Iv e + Europa, a realtà civiche come Alleanza Civica che ha organizzato attorno a sé altre associazioni come Per l’Italia con l’Europa; dal centro democratico di Bruno Tabacchi a Base Italia, dall’ex segretario dei metalmeccanici della Cisl Marco Bentivogli fino a Gianfranco Librandi che, dice Sergio Scalpelli, il regista dell’opera  fondatrice, “è stato il propulsore dell’iniziativa e ha avuto il merito di mantenere dialogo con renzi, Calenda e Della vedova”. Ecco la lista che punterà su tre giovani donne come capoliste e che scalpelli chiama “di frontiera”. Lui che è stato assessore della prima giunta Albertini, lo conosce e avverte: il centrodestra è tutt’altro che morto a Milano. “La partita è stra aperta. Ovviamente sono i candidati sindaci a fare la differenza, ma non dobbiamo leggere la difficoltà che hanno a trovare un nome come una debolezza della loro coalizione”.  E’ anche ai moderati che fino ad ora hanno votato Forza Italia che guarda la coalizione. Con ambizione “arrivare ad un 7-8% sarebbe un risultato importante”.  “Puntiamo ad essere la forza della maggioranza di Sala”, dice Niccolò Carretta, il coordinatore politico regionale e consigliere del Pirellone di Azione. Ma d’altronde, continua Scapelli, “un elettorato di opinione può vedersi motivato se vede l’unione delle forze”. L’interlocutore principale è “il campo veramente riformista, che nella prima repubblica avremmo definito laico-socialista”. Ma poi c’è un pezzo di quel mondo cattolico-sociale che rappresenta la spina dorsale del volontariato. E aggiunge Carretta “I Riformisti vogliono parlare persino ai delusi di quel PD che dice che Milano non restituisce nulla o che liquida come iper liberisti le persone chiamate da Draghi per il controllo del Pmr rimpiangendo gli Arcuri”.Una lista che vuole pescare anche oltre i confini di centrosinistra , quindi, ma che si pone allo stesso tempo come argine. Da una parte, e sembra quasi scontato, una barriera ai sovranisti. Dall’altra ai populisti. una garanzia, per dirla come Carretta “che i matrimonio col M5S non s’ha da fare”. E’ lui a disegnare anche l’ambizione comune: “questa non è una semplice lista per le Amministrative, ma un cantiere riformista aperto per l’Italia”. A cominciare “da Milano e Roma vogliamo essere il Frecciarossa, anzi il Frecciablu che collega le due capitali del Paese e la buona politica”. Si parte da Milano allora, “perchè questa è una città che ha dimostrato sempre la sua forte vocazione riformista e anche il dialogo tra le forze della coalizione è aperto”, spiega la coordinatrice di Iv Alessia Cappello. Ma l’orizzonte sono le Politiche, e soprattutto le Regionali. Il 2023 sembra dietro l’angolo. 

La Repubblica- Ed. Milano pag. 4