12 Aprile 2021

|

di: Lavoriamoxmilanoconsala

|

Categorie: Blog

Amo Milano

”Amo Milano perchè ha solo difetti
Siamo venuti tutti a viverci difatti”

Cantava così Dargen D’Amico cinque anni or sono. La strofa torna quanto più attuale oggi, in quest’anno pandemico passato dove le classiche facili accuse alla nostra città non si sono fatte attendere. Certamente, la difficile situazione in cui ancora oggi versiamo ne ha messo in risalto le fragilità più evidenti, ma credo sia doveroso ricordare perchè tutti noi abbiamo scelto di chiamare Milano casa.


Sono un ragazzo di 25 anni e sarò per sempre riconoscente a Milano in quanto città che mi ha accolto per terminare il percorso accademico e che mi ha introdotto ed accompagnato muovendo i primi passi nel mondo del lavoro. Dal momento che Milano è una realtà dove Università ed Azienda sono in costante contatto, parallelamente alla magistrale ho iniziato a lavorare per una startup. L’ambiente era particolarmente stimolante in quanto i miei colleghi, sostanzialmente coetanei, provenivano da India, Polonia, Colombia, Bulgaria, Sud Corea, Portogallo, Canada, etc. Paradossalmente posso dire che sono stato portato a conoscere bene la città attraverso gli occhi di ragazzi provenienti dall’estero che si sono innamorati degli scorci e delle opportunità che Milano offre. Questo credo la dica lunga rispetto agli stimoli ed alla ricchezza di vedute che vivere qui possa darti.


Ho vissuto Milano attraverso dapprima la Bovisa, e da poco mi sono trasferito a Loreto. Ciascun quartiere a Milano è un posto differente che ha una storia ed una cultura a parte, tutta sua. Mi è piaciuto e mi ha aiutato molto sentirmi parte fin quasi a ”difendere” i colori di un quartiere. Credo questo sentimento vada coltivato e supportato anche dalle amministrazioni, come fatto sino ad ora. La nascita di communities di quartiere in grado di portare avanti nuove idee e progetti in maniera autonoma, porterebbe ad una maggiore unione, identità e riconoscenza nel territorio, offrendo un chiaro risvolto socio-culturale. Così facendo, si farebbe conoscere Milano all’esterno, anche tramite la forte caratterizzazione dei diversi quartieri.


Il mio ideale di spostamento in città, sia per chiari motivi etico-ambientali che per ragioni di movimento fisico, è sempre stato attraverso la bicicletta. Devo dire che, pur non essendo Milano una città ancora ciclabile per lunghi tratti ed in sicurezza, alcuni passi avanti, soprattutto in anni recenti, sono stati fatti. Il mio sogno è di arrivare ad avere una città completamente a portata di ciclista, con percorsi che partano dalla periferia e che arrivino sino al centro città, in modo agevole e sicuro.

Vivo a Milano per farmi arricchire culturalmente dai numerosi eventi proposti che, pre-covid, riempivano la città. A tal proposito ho sempre pensato potesse essere cosa utile, un calendario digitale riportante i diversi eventi principali, corredato da una mappa che mostra i luoghi dove gli stessi prenderanno parte. Questo servizio, potenzialmente erogabile dal comune, è già presente in molte altre metropoli all’estero e credo possa essere utile al fine di direzionare abitanti e turisti.

Milano è una città che ha fatto dimostrato, soprattutto a noi giovani, cosa è capace di offrire a livello di opportunità, stimoli ed esperienze. Come per altre grandi realtà cittadine è stata messa sotto accusa durante questo difficile periodo ma penso e son ben fiducioso nel sostenere che con l’aiuto di tutti e con un’amministrazione all’altezza possa emergere la realtà che ci ha sempre dato tanto e che non smetteremo mai di chiamare casa.

Eugenio Andreose