Caro Sindaco, caro Beppe,

sono nato e cresciuto a Milano, dove i miei genitori hanno operato con passione nel campo medico e scientifico. Un insegnamento di studio e di passione, da parte loro, che ho recepito e che mi ha portato a realizzare ambiziosi progetti nel campo della mia professione, la musica: direttore per molti anni della Opera Orchestra di New York, nella prestigiosa Carnegie Hall, del Teatro di Shanghai e di Tianjin, direttore ospite alla Opera di Stato di Vienna, di Berlino, invitato al Festival di Pasqua di Salisburgo, ho avuto l’onore di dirigere le più grandi orchestre del mondo, e dirigere stabilmente il Festival Pucciniano di Torre del Lago, il Teatro Petruzzelli di Bari, l’Orchestra Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra Sinfonica Siciliana e molti altri prestigiosi enti.

Questa premessa è solo per spiegare che nella mia professione ho raggiunto tutto ciò che volevo raggiungere e ho deciso oggi di restituire alla mia città, che tanto mi ha dato in termini di formazione e di amore, almeno una parte di ciò che ho ricevuto.

Per questo, a fianco e con la lista “I Riformisti. Lavoriamo per Milano”, e al tuo fianco, voglio impegnarmi per un progetto con al centro l’idea di Cultura sul Lavoro, Spettacolo, Sicurezza e Autonomia.

  1. Lavoro: a Milano, ogni quartiere deve avere un cosiddetto One Stop Shop, lo “Sportello Unico dell’Impiego”, qualcosa di radicalmente diverso dagli obsoleti “Centri per l’impiego”, dove impera la burocrazia e il cittadino è considerato un numero. In questo “sportello unico” il giovane e il disoccupato vengono accolti, ascoltati, aiutati nelle proprie scelte di studio, di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, e orientati agli studi che hanno più sbocco professionale o direttamente alle aziende che assumeranno il lavoratore riqualificato. Ricordiamo infatti che prima della pandemia c’erano 100.000 disoccupati a Milano e 80.000 posti di lavoro vacanti.
  2.  Spettacolo: il progetto Yes Milano ha avuto molto successo, ha portato a Milano nel 2019 oltre 11.000.000 di visitatori, con oltre 200 tra fiere, settimane, feste, rassegne. Adesso lanciamo un “Yes Quartiere”, con la nomina di un responsabile di ogni quartiere che abbia la responsabilità di creare eventi di qualità, diffusi, con il supporto del Comune.
  3. Sicurezza, traffico: a Milano abbiamo, nel post pandemia, ancora troppi episodi di baby gang, di writers, di bullismo, di furti. Qui ci devono venire incontro la scienza e la tecnologia, con la predisposizione di un progetto che potrei chiamare “Shanghai”, la città cinese, enorme, che ha la caratteristica di essere interamente sottoposta a visualizzazione di telecamere diffuse capillarmente su tutto il territorio, le cui informazioni sono canalizzate in una centrale operativa della polizia municipale.
    Questa centrale avrà anche il pregio di monitorare lo stato del traffico e situazioni di incidenti di strada in qualsiasi momento della giornata.
  4. Autonomia e Cultura: le grandi città culturali d’Europa, da Londra a Madrid, da Amsterdam a Berlino, sono tutte città autonome, cioè città che hanno i poteri di una regione o di uno Stato. Milano ha bisogno di più fondi e autonomia, e voglio chiedere che possa essere sostenuto economicamente chi studia e fa cultura. La nostra Costituzione prevede che una comunità di almeno un milione di abitanti abbia il diritto di diventare autonoma. Nel prossimo mandato svilupperemo questo tema.

Con queste premesse, caro Sindaco, chiedo il voto ai cittadini per confermarti alla guida di un città, Milano, che faremo sempre più grande.

Alberto Veronesi